
Quasi tutte le Scuole di formazione in psicoterapia prevedono la stesura di un «caso clinico» come passaggio obbligato dell’iter formativo che, nel tempo, ha acquisito le caratteristiche di un genere letterario a sé stante. Augusto Romano e Elena Gigante, psicoanalisti e studiosi, pongono al centro di questo libro alcune domande essenziali: che cosa significa e a che cosa serve scrivere della cura? E anzitutto: è davvero possibile o si tratta di un’aspirazione grandiosa e insieme illusoria?
Nel complesso tentativo di rispecchiare la relazione paziente-terapeuta, che della cura rappresenta il cuore pulsante, i due autori riconoscono che la messa in parole dell’esperienza analitica, e la sua eventuale interpretazione, costituiscono imprese paradossali, al limite del possibile. Si tratta – direbbe Paul Ricœur – di voler «tradurre l’intraducibile».
Scritture della cura ripercorre i cambiamenti di prospettiva e di metodo che hanno modificato le terapie e hanno influenzato il modo di scrivere la clinica.
Nel corso della serata l’autrice, Elena Gigante, dialogherà con i presenti. L’incontro sarà una preziosa occasione per ricordare il pensiero e il contributo di Augusto Romano, co-autore del testo, amico e collega, di recente scomparso.
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La presentazione si svolgerà online sulla piattaforma Zoom.
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ID Riunione | 871 7550 8087
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