.

Gruppi Balint

.

Storia

Fin dagli anni ’80 del secolo scorso la Sezione di Milano dell’AIPA ha utilizzato il metodo messo a punto dallo psicoanalista Michael Balint per la formazione clinica in gruppo degli analisti in training.

Successivamente alcuni analisti dell’Associazione, sotto la guida del dr. Severino Rusconi, hanno approfondito la loro formazione per acquisire le capacità di condurre gruppi con questa metodica. Ciò ha permesso di accumulare, attraverso il lavoro sul campo e lo scambio fra colleghi, un bagaglio di competenze ed esperienze considerevole, soprattutto nel campo della formazione degli operatori sanitari (medici, infermieri, educatori - in particolare operanti in ambito psichiatrico). La metodica Balint è stata anche applicata con successo nel settore del volontariato, come strumento di formazione continua dei volontari, e nell’ambito del sostegno alla genitorialità.

Che cosa sono

I Gruppi Balint sono uno strumento di formazione degli operatori. Si propongono di sviluppare e costruire un atteggiamento interno di comprensione psicologica basato sull’ascolto e sull’empatia, qualità che non si fondano su risposte intellettuali o al contrario spontanee, ma migliorando la propria sensibilità e attenzione a comprendere quello che l’altro vuol dirci (in quel momento e attraverso la comunicazione verbale e corporea) con una graduale presa di coscienza della propria influenza sull’altro. Avendo l’operatore emozioni, reazioni, caratteristiche personologiche sue proprie, partecipa e costruisce quella stessa relazione che vuole osservare e capire. è proprio questo coinvolgimento inevitabile che si impara a riconoscere nell’attività formativa in gruppo e con il tempo a utilizzarlo per migliorare la risposta professionale.

 

Si lavora in un piccolo gruppo (massimo 12 persone), con incontri a cadenza regolare (settimanale o quindicinale) e per un arco di tempo ampio (almeno uno o due anni), e ogni sessione di gruppo dura un’ora e mezza.

In ogni sessione un partecipante a turno racconta una situazione clinica raccolta dalla sua pratica quotidiana (un colloquio, una seduta terapeutica, una richiesta di aiuto) e al termine della presentazione si dispone ad ascoltare senza più intervenire le osservazioni e riflessioni del gruppo guidato dal leader, sul materiale proposto.

Questa modalità aiuta ogni partecipante ad accorgersi che il proprio modo di vedere è solo “un modo” in mezzo a tanti altri e a sperimentare che le angolature diverse dalle proprie sono le uniche che davvero arricchiscono. Inoltre questo aiuta a rinunciare alla pretesa di avere la risposta “giusta” che magicamente aiuta o risolve la situazione, per favorire quel processo di ricerca e riflessione, atteggiamento che consente la miglior disposizione alla comprensione psicologica dell’altro e di sé.

Quaternio coniugale

In una prospettiva junghiana

Nel confronto fra le diverse prospettive sarà innanzitutto possibile prendere coscienza di ciò che Jung chiamava equazione personale. La continuità delle sessioni di lavoro consente a ognuno di individuare, col tempo, le modalità soggettive tipiche di ascolto del materiale presentato. Ci sono degli aspetti dei casi che sono frequentemente trascurati? Dei punti che destano costantemente attenzione? Delle intonazioni emotive che rendono difficoltoso l’ascolto? L’esperienza aiuta a circoscrivere queste variabili soggettive (tipologiche, complessuali etc.), rendendole meno automatiche e più consapevoli.

Un altro indicatore junghiano è legato a quanto propone Jung in Psicologia della traslazione, dove mostra, attraverso la metafora alchemica, i partner della relazione terapeutica entrambi coinvolti  e implicati.  E'  questo  che distingue il metodo di lavoro

Balint da altri modelli di supervisioni: l’oggetto dell’attenzione di tutti i partecipanti è portato non sul caso clinico (con le sue caratteristiche), né sul terapeuta (con il suo controtransfert), bensì l’attenzione del gruppo è costantemente rivolta alla relazione tra i due (paziente e terapeuta) perché entrambi sono coinvolti con il conscio e con l’inconscio e ciò che uno dice o fa influenza l’altro.
Jung ha evidenziato nel suo paradigma teorico proprio questa con-partecipazione: il ricercatore non è estraneo all’oggetto della sua ricerca.
Le prospettive connotate dalle diverse equazioni personali sono considerate, in questo particolare setting di lavoro del gruppo, tutte di valore, seppur differenti e diversificate: gradualmente si impara a privilegiare quale livello interpretativo utilizzare affinché il paziente possa meglio accoglierlo e farlo proprio.
Nel gruppo ogni partecipante apprende quindi il doppio movimento di identificazione, col paziente e con il collega che ha presentato il caso, e anche il processo inverso della dis-identificazione da ciascuna di esse. Si ha così modo di sperimentare, in una certa misura, un decentramento e una relativizzazione dell’Io, che Jung indicava come tratti fondamentali del processo di maturazione psicologica.
Balint ha chiamato questo “effetto secondario” del lavoro di gruppo sui partecipanti “una piccola ma significativa modificazione della personalità”, sottolineando con ciò la qualità principale del processo formativo che non tocca solo l’area del processo cognitivo e intellettuale ma coinvolge l’intera personalità.

Nella formazione analitica

Questo metodo di lavoro è particolarmente idoneo per formare alla pratica clinica psicologi e psicoterapeuti, proprio perché, per ciascun terapeuta, lo strumento principale di lavoro è la propria personalità. I Gruppi Balint permettono - attraverso le particolarità del setting proposto- di acquisire in modo esperienziale le capacità di ascolto e di empatia che come dicevamo più sopra, nessun testo teorico consente di apprendere, oltre ad acquisire quella sensibilità terapeutica che migliora l’efficacia dell’intervento terapeutico.

 

Nella Sezione di Milano dell’AIPA sono attualmente attivi tre gruppi di formazione per psicoterapeuti, dislocati a Milano e Verona.

La Sezione di Milano offre agli psicologi, agli psicoterapeuti e agli psicologi analisti qualificati la possibilità di partecipare ad un’esperienza formativa con il metodo Balint.

Per ulteriori informazioni e per partecipare al gruppo contattaci.