Anima e Animus: come tradurli nel XXI° secolo?

Alessandra De Coro
ANIMA E ANIMUS: COME TRADURLI NEL XXI° SECOLO?

19 Ott 2019 | 09.00 – 10.30


Nella definizione più classica della psicoterapia analitica, il percorso analitico dovrebbe facilitare l’integrazione del non-io per aprire nuove possibilità di relazione fra l’io e l’inconscio. Il non-io include l’Ombra (ciò che non riconosciamo come nostro), ma anche le rappresentazioni individuali e collettive del genere opposto al nostro: Animus e Anima.

Animus e Anima, nella concettualizzazione di Jung, corrispondono appunto a due archetipi che fondano sia l’appartenenza biologica a un genere, radicata nel corpo, sia l’esperienza della differenza di genere, radicata nella cultura di appartenenza.

Dagli anni Trenta del secolo scorso, quando Jung e le sue allieve svilupparono questi concetti, le rappresentazioni culturali dell’identità e delle differenze di genere hanno subito molteplici trasformazioni, che hanno inciso più o meno profondamente sui contesti familiari e sulle conseguenti rappresentazioni individuali di maschile e femminile.

Questa relazione intende aprire una discussione circa il rischio di rigidità dottrinale nelle definizioni di Animus e Anima nella psicologia analitica, esplorando le nuove interpretazioni del concetto di archetipo, da un lato, e dall’altro le implicazioni della ricerca sull’attaccamento per una nuova lettura dello sviluppo individuale delle immagini e dei complessi relativi all’appartenenza e alle differenze di genere.


Per informazioni e iscrizioni contattare la Segreteria dell’AIPA Sezione di Milano.

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