La diagnosi in psicologia analitica

Seminario
10 Mag 2019 | 15.00 – 17.30
Relatore: Marco del Ry


Quale posto occupa e quale compito svolge, o potrebbe svolgere, la diagnosi nella pratica clinica junghiana? E quale tipo di diagnosi, eventualmente? Partendo da ciò che scrive Jung e tenendo in considerazione i lavori di Nancy McWilliams e Hans Dieckmann, cerco di dimostrare l’utilità della formulazione della diagnosi anche nella clinica psicologico-analitica, proponendo  un modello di diagnosi che definisco “integrata”, nella quale non ci si limiti alla sola descrizione del quadro sintomatologico (diagnosi descrittiva), né ci si accontenti dell’individuazione del funzionamento psichico e della descrizione del quadro di personalità (McWilliams), ma neppure ci si fermi – da bravi e diligenti junghiani – alla sola diagnosi ‘complessuale’ (Dieckmann).

Piuttosto, l’analista dovrebbe cercare di integrare tutti parametri conoscitivi che ha a disposizione nella individuazione di un ordito di fondo che orienti l’agire e il dire terapeutici. Ciò, senza ancorarsi tenacemente alla diagnosi medesima, che altrimenti diverrebbe una trappola, tanto per l’analista, quanto, soprattutto, per il paziente, ma piuttosto restando sempre disposto a metterla in gioco e a rivederla, oltre che a riconoscere quando quel quadro generale di fondo, quell’’ordito’, si sta via via trasformando e mutando in quella che con un certo azzardo potremmo chiamare ‘guarigione’.
Per informazione e iscrizioni rivolgersi alla segreteria dell’AIPA Sezione di Milano.

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